ABOUT ME

Giulia Berra (Cremona, Italy, 1985), lives and works in Cremona. She exposes in group and solo exhibitions in Italy and abroad, developing projects deeply connected with architecture and historic contests.  

 

My artistic research focuses on the relationships between humanity and environment, cultural heritage and contemporary, urban and natural landscape, trying to develop new visions and to investigate the spaces from a emotional and psychophysical point of view.

Contemporary Art loves great dimensions, interaction, display, grandeur. I prefer another glance: empathic, close, tactile. Feathers, galls, chrysalises: little fragile things, to be observed with respect, without touching. My artistic materials deal mainly with old collections and residual elements, found abandoned on the ground and patiently collected over several months. The development of my works is determined by my capability of reading various territories, by chance and by the  availability of materials, therefore there are no resources, waste and refuse.

Nature is the starting point to make visions and metaphors about the contemporary period. I investigate empty spaces, mutations, fluctuations, I study processes, biological cycles and their interactions, their limits; molting, as a metaphor of psycophysical change; flight, always suspended between dream, infinity and the abysses. 

The shapes of my sculptures, the lines of my "drawings in space", refer to biology or traditional objects from different ages and peoples all over the world, with a lot of echos and references. My artworks are always suspended between two or more opposite dimensions, without finding a real position, open to multilevel interpretations, as elusive as poetry or symbol.

 

Giulia Berra (Cremona 1985) vive e lavora a Cremona. Espone in mostre collettive e personali in Italia e all'estero, sviluppando progetti in stretto dialogo con lo spazio e con contesti storici. 

La mia ricerca verte principalmente sulle relazioni fra umanità e ambiente, eredità culturale e contemporaneità, paesaggio naturale e artificiale, cercando di sviluppare visioni alternative e di investigare lo spazio da un punto di vista psicofisico ed emozionale.

L'arte contemporanea ama le grandi dimensioni, l'interazione, la scenografia, la grandiosità. Io preferisco un altro sguardo: empatico, vicino, tattile. Piume, galle, crisalidi: cose piccole, fragili scarti biologici raccolti per mesi con pazienza, oppure provenienti da vecchie collezioni, da osservare con rispetto, senza toccare. Le mie opere sono determinate dalla capacità di leggere il territorio qualunque esso sia e dalla reperibilità  dei materiali, di conseguenza non ci sono risorse, né rifiuti o scarti, perché tutto ha senso. 

La Natura è il punto di partenza per costruire visioni e metafore della contemporaneità. Mi rapporto al vuoto, alle mutazioni, alle fluttuazioni; cerco di definirne i contorni e le relazioni. Mi interesso ai processi, ai cicli biologici, alle loro interazioni, ai loro limiti; alla muta, quale metafora del cambiamento psicofisico; al volo, sempre sospeso fra sogno, infinito e abisso.

Le forme delle sculture, le linee dei miei "disegni nello spazio" trovano riferimenti nella biologia e negli oggetti tradizionali di varie epoche e popolazioni, con molteplici suggestioni e livelli di lettura.  Ogni opera, come un simbolo o una poesia, risulta in bilico fra dimensioni opposte, aprendosi a differenti interpretazioni.

Giulia Berra artist

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